Il Ricamo
L'arte del ricamo è una fra le più antiche e diffuse, quasi tutti i popoli usavano decorare le vesti da
cerimonia ricamandole con fili di lana, lino, seta e anche oro e perline.
Nel medioevo le castellane ricamavano riproducendo scene di caccia o angeli, usando lane colorate che tessevano loro stesse.
I primi tessuti ricamati con fili di seta di oro e di argento di cui si hanno notizie, pare furono portati in Europa dai crociati di ritorno dall'oriente.
Erano di origine cinese ricamati lana su lana o seta su seta, ma, purtroppo non è pervenuto quasi niente di questo materiale.
Uno dei più famosi e più vecchi reperti è "l'arazzo di Bayeux", ricamato su tela di lino con tecnica di punto arazzo e punto erba, lungo mt 70 e alto cm 50, commissionato da Odone vescovo di Bayeux per celebrare la vittoria del fratello Guglielmo Duca di Normandia contro l'armata anglosassone guidata da re Aroldo nel 14 ottobre 1066.
Durante la dominazione araba in Sicilia diversi erano i laboratori di ricamo.
Importante fu quello di Palermo che produsse manti imperiali e paramenti sacri famosi in tutta Europa. L'opera più monumentale è il mantello dell'incoronazione degli imperatori tedeschi eseguito per incarico di Ruggero II, ordinato nel 1133 e finito nel 1134, dai laboratori regi di Palermo, con ricami in oro e porpora, perle e piastrine di smalto.
Il ricamo per gli arredi sacri, serviva per diffondere i simboli della fede e l'insegnamento della religione.
I punti usati erano Punto Croce, punto Erba lungo, Piccolo punto (1/2 punto) e punto Fiamma o Lanciato.
Altri punti presero poi il nome da città dove nacquero, a volte anche da antichi modelli di ricami locali, come ad esempio il punto Assisi che è caratterizzato da disegni, per lo più di animali, stilizzati su tela, contornati dal punto scritto e su sfondo di punto croce.
Molto usato nel Medioevo era anche il ricamo a riporto, che consisteva nel fissare sul tessuto da ricamare ritagli di altri tessuti.
Solo le dame di nobile nascita potevano imparare l'arte del ricamo nei conventi, ma era per uso personale.
I ricamatori, che erano solo uomini, dopo i Vespri Siciliani nel 1282, si dispersero per la penisola e aprirono laboratori in varie regioni e, nelle loro botteghe cominciarono la collaborazione con pittori famosi che fornivano loro cartoni con disegni per mantelli, arazzi, sedie baldacchini.
Il ricamo iniziò così ad avere diverse applicazioni e larghissima diffusione, sia per uso quotidiano che per opere d'arte, arazzi ecc.
Verso il XII e XIII secolo il ricamo pur perfezionandosi, restò sempre un mestiere per uomini.
Anticamente si ricamava solo su lana.
Nel Medioevo si cominciarono ad usare altre stoffe come il lino, ma essendo leggero, doveva essere foderato e quindi diventava costoso. Dal XIII secolo, fu usato il velluto.
Gli aghi, oltre che di osso e di legno erano anche di metallo finissimo. Alcuni arnesi per ricamare sono giunti a noi dalla preistoria.
Bibliografia:
Vocabolario della lingua italiana Treccani
Enciclopedia Internazionale Grolier