A cura di Lorenzo Marchese
Pur non essendo sicuramente stata l'arma più
utilizzata nel Medioevo, la spada è indubbiamente quanto di più
si avvicina ad essere un simbolo per quest'epoca. Essa rappresentava
l'ideale cavalleresco e la stessa società feudale. Sarebbe possibile
scrivere un intero libro su quest'arma, ma nonostante essa abbia ruoli
da protagonista in film, romanzi e giochi, continua ad essere rappresentata
ed utilizzata in maniera scorretta.
Parlando in termini generici, la tipica spada
del Medioevo può essere definita semplicemente come spada
medievale sebbene, ovviamente, tale aggettivo non fosse utilizzato
all'epoca. A voler essere precisi, sarebbe più corretto parlare
di spade, al plurale, a causa della grande varietà di
stili e di forme: alcune erano armi ad una mano, atte a tagliare e spaccare;
altre erano lunghe e sottili, appuntite e in grado di perforare le armature;
ma sostanzialmente, tutte non erano nulla di più che una lunga
lama di acciaio dal doppio filo, dotata di impugnatura e di una guardia
a croce.
Anatomia della spada medievale
Come già detto, tutte
le spade medievali, indipendentemente dal nome e dalle dimensioni, condividono
alcuni caratteri in comune.

Una spada medievale è
composta da 4 pezzi: la lama, l'elsa,
il manico e il pomo (o pomolo).
Questi ultimi tre, infilati lungo il codolo della lama, formano l'impugnatura.
L’elsa è caratteristica nelle spade medievali europee ed
è costituita da un pezzo di metallo, generalmente acciaio, diritto
o lievemente arcuato, forato al centro. Proprio per la sua forma a croce
è detta anche crocera.
Il manico, anch’esso forato, è in legno, spesso rivestito
in pelle o con filo di ferro intrecciato. La sua lunghezza varia a seconda
del modello e delle dimensioni della spada, potendo accomodare una o
due mani. A causa del materiale facilmente degradabile con il quale
è costruito, una spada autentica con un manico intatto è
un reperto molto raro.
Il pomo o pomolo è un pezzo in metallo di forma e dimensioni
variabili, con funzione di contrappeso e bilanciamento della lama. L’aspetto
è ovviamente decorativo, e va da semplici dischi in metallo a
forme complesse e altamente decorate.
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La lama, in acciaio temprato,
è costituita da due parti: la lama vera e propria
e il codolo.
Il codolo ha generalmente una tempra più morbida della lama,
e vi sono inseriti, tramite i fori che li attraversano, l’elsa,
il manico e il pomo. Una volta assemblati, la parte del codolo che ancora
fuoriesce viene scaldata e ribattuta, bloccando l’intera impugnatura.
La lama vera e propria ha, come vedremo, forma, peso e lunghezza variabili,
ma si è soliti suddividerla in tre parti lungo la sua lunghezza:
il forte, il medio e il debole.
Il forte è il terzo più prossimo all’impugnatura,
solitamente dotato di spessore maggiore, e per questo motivo è
la parte che deve essere utilizzata per le parate. Il medio è
la parte intermedia, e secondo i maestri antichi è quella deputata
agli ingaggi con la lama nemica. Il debole è il terzo più
distale, che termina con la punta, e deve essere utilizzato
per ferire, tant’è che in molti casi era l’unico
segmento della lama ad essere affilato.
La lama è simmetrica, e pertanto dotata di due fili. Quando impugnata,
il filo rivolto verso l’avversario è detto filo
diritto, mentre quello opposto filo falso.
Questo determinerà, come si vedrà in seguito, la differenza
tra un colpo diritto (eseguito quindi con il filo diritto) ed uno falso.
Classificazione delle
spade medievali
La
terminologia quando si parla di spade medievali è abbastanza
incerta. Gli stessi nostri antenati non avevano una distinzione ferrea
in mente e non specificarono le differenze tra i vari modelli, senza
contare che il significato dei termini spesso cambiava nel tempo. Più
recentemente, studiosi ed esperti d'arme si sono cimentati nell'opera,
più ardua di come può sembrare, di classificazione delle
spade, generalmente in base alla lama o alla forma dell'elsa. Si tratta
di un compito come già detto assai complesso, dato che due spade
possono essere identiche nella lama e differenti nell'elsa, o viceversa.
La classificazione più valida, forse, è quella di Ewart
Oakeshott (1916-2002), massima autorità riconosciuta nel campo
delle spade medievali, che divise le spade in due grosse categorie,
quelle dal 1050 al 1350 e quelle dal 1350 al 1550. All'interno di queste,
sviluppò un utile sistema di classificazione basato sulla lunghezza
e sulla larghezza della lama, sulla forma delle scanalature, dell'elsa
e sul pomo. Vi sono più di 20 classificazioni all'interno di
quella che viene chiamata Oakeshott's Typology.

Oakeshott's Typology (da E.Oakeshott, "The Sword in the Age of Chivalry", Boydell Press, 1997)
Una spada viene generalmente classificata
in una delle tre categorie: ad
una mano, ad
una mano e mezza e a due mani in base alla sua impugnatura e al
suo utilizzo. Tuttavia è da far notare che il termine "ad
una mano e mezza" non è di per sè storico ma
si tratta di una denominazione relativamente moderna, dato che viene
utilizzato a partire dalla fine del XVI Secolo riferendosi a spade più
antiche. Nel Medioevo, con il termine spada (sword,
schwaert, éspée) si intendeva qualsiasi
tipo di spada ad una mano, e con spada longa (longsword,
langenschwert, espadon) armi dalla lama e dall'impugnatura
più lunghe. Spade dalle lame particolarmente lunghe venivano
dette spadoni, mentre per spada a due mani si intende
un tipo di arma che non è Medievale ma Rinascimentale.
La linea che differenzia una spada
lunga da uno spadone, o uno spadone da una spada a due mani, non è
sempre chiara. Il termine spada lunga (o "ad una mano e mezza")
può effettivamente includere al suo interno tipologie come lo
spadone o la spada bastarda. Il termine spada bastarda sembra
non essere stato utilizzato prima del 1450 e si riferiva a spade dalla
lama lunga e affusolata con una particolare impugnatura (da cui il nome).
Non dimentichiamo poi che vi è un numero di spade che, per le
loro forme particolari, non ricadono in nessuna categoria sopra descritta,
come il falcione, il
dusack bavarese, il messer tedesco e lo stocco.
a cura di Lorenzo Marchese
20/03/2007
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