A cura di Lorenzo Marchese
Pretendere di insegnare ad utilizzare una spada tramite un testo scritto sarebbe da presuntuosi: nessuna disciplina fisica, infatti, può essere imparata senza pratica ed allenamento, e questo è ancora più vero nel caso di un'arte marziale come la scherma di spada medievale, che tanto si basa sull'esperienza personale.
Queste poche righe vogliono quindi solo dare un breve sguardo alle basi della scherma di spada medievale, in cosa essa è caratteristica e dove si differenzia da altri tipi di scherma; ricordi il lettore che nessuno potrà mai dirsi esperto in quest'arte senza prima una lunga pratica che l'abbia fatto confrontare con le numerosissime situazioni e combinazioni offerte da questo tipo di combattimento.
L'altro grande problema che si presenta a chi voglia scrivere un testo come questo, oltre alla già citata difficoltà del mettere per iscritto un'arte che è per sua definizione pratica e non teorica, è il dover riunire in un'unica "disciplina" il patrimonio derivato da diversi secoli di evoluzione di tecniche e armi. Il moderno praticante della scherma medievale deve pertanto essere in grado di estrapolare delle "linee guida" da numerose fonti (riguardo a tale argomento, si rimanda ai trattati storici oggi in nostro possesso): ciò che seguirà è quindi un "riassunto" delle caratteristiche di base dell'utilizzo della spada, elaborate in base a quanto ci è giunto. A differenza delle arti marziali orientali, infatti, non esiste una linea continua tra i maestri di spada del medioevo e gli attuali praticanti: mentre le arti orientali non hanno mai smesso di essere praticate (anzi si sono evolute nei secoli), la scherma medievale era sostanzialmente un'arte oramai morta che è stata riportata in vita solo di recente da chi, più che sportivo, può giustamente essere chiamato rievocatore.
Ci si scusa con il lettore per l'incompletezza di questo breve testo: verrà infatti qui trattato solo l'utilizzo della spada nella sua forma più semplice (o come la definisce de'Liberi, spada da una mane sença bocoliero), senza considerare altri aspetti di combattimento con la spada (come la combinazione di spada e scudo) o con altre armi, che dovrebbero essere trattati con eguale importanza da qualsiasi testo che voglia descrivere in maniera completa il combattimento medievale.
LE BASI DELLA SPADA MEDIEVALE
Come si impugna la spada
Posizione delle gambe
Passeggio
Colpi di base
Difesa
Come si impugna la spada
Nella forma più semplice di combattimento con la spada, ovvero quello di spada singola, vengono generalmente utilizzate entrambe le mani per impugnare la spada. Anche se la maggior parte delle spade medievali potevano essere utilizzate adeguatamente con una mano sola, utilizzare due mani conferisce maggior forza, velocità e controllo ai colpi. Questo non vuol però dire che sia però obbligatorio utilizzare sempre entrambi gli arti per afferrare l'elsa: in alcuni casi, una delle due mani può lasciare l'impugnatura per eseguire, ad esempio, una tecnica di lotta.
Notare: si ipotizza che colui che impugna la spada sia destrimane: in caso di mancini, ovviamente le mani destra e sinistra nella seguente descrizione vengono invertite.
La mano destra afferra l'impugnatura appena al di sotto della crocera, stringendola "a martello" e non con la presa "a canna da pesca" tipica della katana giapponese. Quando impugnata a due mani, la mano destra è la principale responsabile del controllo del movimento verticale della spada, ed è quella che guida il colpo.

Impugnatura corretta di una spada medievale: la mano è "a martello".

Impugnatura di una katana giapponese: le mani stringono l'impugnatura come "una canna da pesca".
Una variante prevede che il dito indice della mano destra sia "a cavallo" della crocera. Si tratta di un metodo insolito anche se comunque documentato, che diventerà tuttavia più comune dalla seconda metà del XV secolo con lo sviluppo di anelli sulla crocera a protezione del dito. Questo tipo di impugnatura, oltre a non essere evidentemente possibile quando si utilizzano alcuni tipi di guanto d'arme, rende la spada meno efficente nelle azioni di taglio, ma ne migliora il controllo e la rende più atta ad attacchi di punta.

Impugnatura con l'indice a cavallo della crocera: insolita fino alla metà del XV secolo circa.
La mano sinistra, quando utilizzata, afferra l'impugnatura più in basso verso il pomolo. La stretta può essere più lassa di quella della destra o altrettanto forte. A seconda del tipo della spada e della lunghezza dell'impugnatura, il punto della stretta può variare: in spade ad una mano, con impugnatura relativamente corta, la mano sinistra può andare ad afferrare direttamente il pomolo, mentre nelle spade lunghe l'impugnatura può essere abbastanza lunga da accomodare entrambe le mani. L'uso della mano sinistra conferisce un migliore controllo del movimento, in particolare di quello orizzontale, e permette di imprimere più forza ai colpi.

Nelle spade con manico corto, la mano sinistra può impugnare il pomolo.
Nelle spade lunghe, l'impugnatura è abbastanza lunga per accomodare anche la mano sinistra.
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Posizione delle gambe
Indipendentemente dalla guardia assunta, è importante mantenere una posizione ben bilanciata e contemporaneamente dinamica, in grado di reagire rapidamente. La posizione delle gambe è generalmente con un piede (destro o sinistro) tenuto avanti, diritto e rivolto verso l'avversario, mentre l'altro, tenuto dietro, è inclinato di circa 45°. I due piedi non devono essere sulla stessa linea, ma abbastanza larghi (all'incirca la distanza delle spalle) per impedire di venire sbilanciati facilmente. Questa posizione, oltre a garantire stabilità, permette un buon grado di movimento in tutte le direzioni (mentre ad esempio la posizione dei piedi nella scherma moderna favorisce principalmente il movimento lungo la sola asse "avanti-indietro").

La corretta posizione dei piedi: il piede tenuto avanti è rivolto verso l'avversario, mentre quello indietro è girato di circa 45°


Posizioni errate dei piedi. A sinistra: posizione dei piedi nella scherma giapponese (kendo); a destra: posizione dei piedi nella scherma moderna.
Il peso del corpo deve essere ripartito, grossomodo, per metà sul piede tenuto avanti e per metà su quello tenuto indietro: il baricentro pertanto deve ricadere a metà tra i due piedi, senza che la persona risulti sbilanciata in avanti o indietro. Le gambe devono essere mantenute lievemente flesse, in una posizione non stancante, ma pronte comunque a reagire: data la velocità su cui si basa la scherma di spada medievale, è fondamentale che si sia sempre pronti ad indietreggiare, avanzare o spostarsi lateralmente per portare o parare un attacco.
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Passeggio
Il passeggio nella scherma di spada medievale, a differenza di quanto accade in altre discipline di spada, è molto intuitivo e naturale: si tratta del normale passo alternato che si utilizza nella camminata quotidiana. Il passeggio assume un'importanza fondamentale nel momento in cui vengono sferrati i colpi: avanzando o indietreggiando, infatti, si permette una maggior torsione del busto e questo fa sì che la forza del colpo non venga impressa solo dalle braccia ma dall'intero corpo.
Un colpo può essere eseguito avanzando o indietreggiando. Quando si colpisce avanzando, il colpo deve essere accompagnato da un passo del piede dallo stesso lato dal quale proviene del colpo. Ad esempio, un taglio da destra a sinistra sarà accompagnato da un passo col piede destro, mentre si avanzerà col piede sinistro se il colpo sarà diretto da sinistra a destra. Colpi "centrali" come i fendenti o le stoccate saranno accompagnati da un passo del piede stante dietro.
I colpi possono anche venir sferrati indietreggiando. In tal caso, anzichè far avanzare il piede che si trova indietro, si fa indietreggiare il piede tenuto avanti; in ogni caso, la posizione finale sarà la stessa. Ad esempio, un taglio da destra a sinistra sarà eseguito portando indietro il piede sinistro.
Abbinare il passeggio ai colpi può apparire ostico ai principianti, ma è fondamentale in quanto permette di sferrare una rapida sequenza di colpi in movimento. Inoltre, come già detto prima, il passeggio accompagnato da torsione del busto aumenta la forza del colpo.
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Colpi di base
I maestri di scherma antica suddivisero i colpi in base alla direzione dalla quale provenivano, e tale classificazione è ancora conservata in parte nella terminologia moderna. La discussione su quali siano i "colpi base" della scherma di spada medievale è libera ad interpretazioni personali, inoltre è possibile ritrovare, in autori diversi, lo stesso colpo chiamato con nomi differenti. In linea di massima, però, i seguenti sono considerati i colpi normalmente utilizzati nella scherma medievale.
Fendente [Fendente
(Fiore de' Liberi), Scheitelhau (Liechtenauer), Oberhau (Talhoffer)]: colpo di taglio verticale,
eseguito col filo dritto della spada, diretto dall'alto verso il basso.
Mira a colpire la testa o le spalle dell'avversario.
Taglio [Meçano
(Fiore de' Liberi), Zwerchhau (Liechtenauer), Mittelhau (Talhoffer)]: colpo di
taglio orizzontale, eseguito col filo dritto della spada, diretto da
destra verso sinistra o, se riverso, da sinistra verso destra.
Mira a colpire la gola, il braccio o il ventre dell'avversario.
Taglio basso [Fusshau (Liechtenauer)]: colpo di taglio verso
il basso, eseguito col filo dritto della spada, diretto da destra verso
sinistra o, se riverso, da sinistra verso destra. Mira a colpire
la gamba o il ginocchio dell'avversario.
Sgualembro [Sgualembrato
(Fiore de' Liberi), Zornhau (Liechtenauer), Oberhau (Talhoffer)]: colpo di taglio
diagonale, eseguito col filo dritto della spada diretto dall'alto a
destra verso il basso a sinistra, o, se riverso, dall'alto
a sinistra verso il basso a destra. Mira a colpire la spalla o il torace
dell'avversario.
Falso [Sottano
(Fiore de' Liberi), Unterhau (Talhoffer)] : colpo di
taglio diagonale, eseguito col filo dritto della spada diretto dal basso
a destra verso l'alto a sinistra, o, se riverso, dal basso
a sinistra verso l'alto a destra. Mira a colpire la coscia o il fianco
dell'avversario.
Montante [Montante
(Vadi)]: colpo di taglio verticale, eseguito col filo falso della
spada diretto dal basso verso l'alto. Mira a colpire l'inguine o il
ventre dell'avversario.
Affondo [Ponta (Fiore de' Liberi), Ortt o Stich (Liechtenauer)]: colpo di punta mirato alla gola, al torso o al ventre dell'avversario. Prende il nome di imbroccata se dall'alto verso il basso, stoccata se dal basso verso l'alto, punta se orizzontale da destra o da sinistra.
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Difesa
La scherma di spada medievale non prevede un metodo
fisso per parare un colpo dell'avversario: qualsiasi azione che permettesse
di evitare di essere colpiti era valida. In linea di massima si possono
riconoscere tre tipi di difesa: la schivata, la deviazione
e la parata vera e propria.
La schivata è il metodo più
semplice e intuitivo. Il concetto è molto semplice: se si è
in grado di evitare il colpo nemico, non è necessario pararlo.
Questo presenta alcuni vantaggi: innanzitutto si evita del tutto il
colpo, quindi si annulla del tutto il rischio; inoltre c'è la
possibilità che l'avversario si ritrovi sbilanciato dopo il colpo,
permettendo un facile contrattacco. Per far andare a vuoto il colpo,
è spesso necessaria una certa agilità; inoltre, risulta
efficace soprattutto se l'avversario si trova già quasi fuori
portata, in maniera che sia sufficiente un rapido movimento per portarsi
fuori dalla traiettoria dell'arma. Per questo motivo, la schivata come
metodo difensivo viene poco utilizzata in casi di combattimento in armatura
o di "gioco stretto".
La deviazione dovrebbe essere il metodo
più utilizzato qualora non sia possibile evitare l'attacco. Consiste
nell'intercettare il colpo avversario con la propria lama, spostandolo
fuori dalla traiettoria. Questo permette inoltre di far si che il nemico
con la guardia "aperta", ovvero con l'arma non pronta a colpire
o difendere ed esposto ai colpi; rendendolo quindi molto vulnerabile
ai contrattacchi. Il vantaggio della deviazione sulla parata consiste
nel fatto che viene sfruttata una buona parte della stessa forza del
colpo nemico per spostarlo fuori traiettoria, avvantaggiando quindi
in caso di colpi particolarmente forti che hanno molte più possibilità
di risultare in uno sbilanciamento dell'avversario; inoltre sottopone
l'arma ad un minore stress meccanico, che a lungo andare potrebbe risultare
nella rottura della lama.
La parata vera e propria deve essere
utilizzata solo in caso di estrema necessità, nel malaugurato
caso in cui non si riesca a schivare o deviare il colpo: consiste nel
bloccare l'arma nemica in un vero e proprio contrasto di forza, opponendosi
al colpo con la propria arma. Gli svantaggi rispetto agli altri metodi
sono evidenti: innanzitutto potrebbe risultare inefficace se eseguita
contro colpi particolarmente forti, con la possibilità di venir
colpiti ugualmente dall'arma nemica o addirittura dal contraccolpo della
propria arma; inoltre risulta inadatta ad un repentino contrattacco,
che dovrebbe sempre seguire ogni difesa. Non per ultimo, la lama viene
sottoposta ad uno stress non indifferente, con il rischio che si spezzi.
Importante il fatto che gli studi dimostrano che, contrariamente
a quanto normalmente si crede e a quanto viene mostrato in film e in
molti combattimenti, il colpo avversario non deve essere parato
con il filo, ma con il piatto della propria lama. Le
spade medievali, per quanto possa apparire strano, erano infatti costruite
per resistere a colpi simili, inoltre parare sul filo avrebbe inevitabilmente
rovinato quest'ultimo, rendendo molto meno efficace l'arma e diminuendone
la vita complessiva.
Nella loro forma più semplice, si riconoscono
quattro tipi di parate o deviazioni:
I colpi alti (fendenti, sgualembri)
si contrastano sollevando la spada sopra la fronte, con la lama quasi
in orizzontale.
I colpi mezzani (tagli) si
contrastano con la spada in posizione verticale a protezione del tronco
e indietreggiando dal lato dal quale arriva il colpo.
I colpi bassi (tagli bassi,
falsi, montanti) si contrastano abbassando la lama
e indietreggiando con la gamba verso la quale è diretto il colpo.
Gli affondi (imbroccate, punte, stoccate) si deviano spostando fuori
traiettoria la lama nemica utilizzando la propria, tenuta verticale.
a cura di Lorenzo Marchese
20/03/2007
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