<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Media Aetas - Media Aetas - Scherma
Torna alla Home Page
Gruppo di Ricerca Storica MEDIA AETAS - Torino

Chi siamo

Ricerca Storica Scherma Antica Musica e Danze Tiro con l'Arco

Galleria

Appuntamenti Forum Link Contattaci
Chi Siamo
 
 

Il Gioco Stretto

A cura di Lorenzo Marchese

Gioco stretto è un termine utilizzato per indicare il combattimento a distanza ravvicinata, con contatto tra i due avversari, in contrapposizione al gioco largo nel quale non vi è contatto e i combattenti si mantengono a distanza di taglio. Nella tradizione tedesca, ci si riferisce a questo tipo di combattimento con il termine Ringen Am Schwert, ovverosia "lottare sulla spada".

Come si può facilmente intuire, il combattimento in gioco stretto permette di utilizzare una serie di prese non eseguibili in gioco largo, così come tecniche che lo spettatore attuale potrebbe facilmente considerare "poco cavalleresche" e più adatte a delle arti marziali orientali che a dei combattenti medievali. In realtà il gioco stretto era una componente essenziale del combattimento di spada e non a caso le tecniche di lotta occidentale erano parte tanto rilevante dell'addestramento degli spadaccini, essendo tanto sviluppate quanto le attualmente ben più famose arti marziali orientali.

E' difficile stilare un elenco completo dei colpi e delle tecniche eseguibili in gioco stretto, data la loro enorme varietà. Tuttavia come qualsiasi lettore potrà notare, una grossa percentuale delle tecniche illustrate nei diversi trattati di scherma si riferiscono a questo tipo di combattimento. Parlando in maniera generalizzata, possiamo notare come gran parte di queste tecniche consistano nel superare la punta della spada nemica, portandosi quindi fuori dal pericolo di tagli e punte del gioco largo, ed afferrare la lama, l'impugnatura o anche il braccio del nemico, immobilizzandolo e impedendogli ulteriori colpi. A tal pro si può utilizzare anche la propria arma, sfruttando pomo, crocera o addirittura la lama per eseguire leve o bloccaggi.

I testi del periodo ci mostrano anche una serie di colpi ancora più diretti e brutali: calci, ginocchiate nei testicoli, pugni in faccia e persino ditate negli occhi sono tutti metodi proposti e sull'efficacia dei quali il lettore non ha sicuramente bisogno di essere convinto.

Una volta a distanza ravvicinata, la lama della spada perde di utilità, mentre ne acquista l'impugnatura. Sarebbe errato considerare l'impugnatura una parte della spada preposta esclusivamente a mantenere salda la presa: pomo e crocera sono utilizzati anche per colpire attivamente l'avversario. In particolare, la crocera si presta perfettamente per tecniche "d'aggancio", mentre il pomo può colpire con grande efficacia. I bersagli primari del pomo sono il viso e il petto: un colpo ben assestato può stordire e spaccare ossa, risultando tanto letale quanto un fendente.

Le tecniche di mezza spada (vedi prima la discussione sulle Poste) sono utilizzate in gioco stretto con grande utilità. Afferrare la lama con la mano secondaria permette di applicare una leva decisamente più favorevole di quella che si otterrebbe impugnando la spada nella maniera "classica", favorendo la lotta; utilizzando l'arma come se si trattasse di un corto bastone, inoltre, si riesce con facilità ad eseguire energici colpi di punta o di pomo.

La Lotta

Come già discusso in precedenza, la lotta senz'arme è un aspetto fondamentale dell'arte del combattimento medievale. Si tratta indubbiamente di un tipo di combattimento a se' stante, cui va dedicata una sezione a parte. Ciononostante, alcuni principi di lotta possono essere applicati anche al gioco stretto: una volta entrati in contatto con l'avversario, è possibile usufruire di prese, chiavi, leve e proiezioni esattamente come nel combattimento disarmato.

a cura di Lorenzo Marchese
20/03/2007

1 2 3 4 5 6 7